Responsabile Dr. Roberto Zucchetti

Introduzione
A lungo il nome delle onde d’urto è stato sinonimo della cura elettiva delle calcolosi renali. Alla fine degli anni ’80, l’approfondimento scientifico della metodica ha portato alla nascita di un nuovo campo d’applicazione, quello della E.S.W.T., (Extracorporeal shock waves therapy), che ha dimostrato la propria efficacia soprattutto in ambito osteo-articolare e muscolo-tendineo. Infatti le onde d’urto inducono la ripresa dell’osteogenesi favorendo, così, il processo riparativo nelle fratture non consolidate. Inoltre, producono effetti importanti sui tessuti molli, esercitando azione antinfiammatoria, antalgica, di rivascolarizzazione, di riassorbimento di calcificazioni.

Metodiche di generazione, principi fisici, modalità d’azione ed effetti biologici
L’onda d’urto è un’onda acustica ad alta energia che può essere indotta da un generatore di tipo elettroidraulico, o di tipo elettromagnetico, o di tipo piezoelettrico ed è caratterizzata da singoli impulsi con un elevato incremento di pressione che, nel volgere di frazioni di nanosecondi (10^-9 secondi), arriva sino a valori di 100–1000 volte la pressione atmosferica.
Essa non va confusa con l’onda ultrasonora che viene frequentemente utilizzata sia a scopo diagnostico (nell’ecografia), sia a scopo terapeutico (in terapia fisica negli ultrasuoni) che ha un andamento sinusoidale e valori di pressione molto più bassi (~ 0,5 bar).
L’onda d’urto che si applica ad un paziente rappresenta niente più che una “esplosione” controllata che produce una pulsazione sonora. Nell’attraversare i tessuti essa subisce alcune trasformazioni fisiche che aumentano la sua energia e causano gli effetti biologici voluti nel segmento corporeo da trattare. Nel tessuto osseo, in conseguenza dei microtraumi indotti dalla propagazione dell’onda d’urto, con incremento del flusso ematico per neoformazione riparativa di capillari, viene stimolata una risposta di tipo osteogenico (produzione di nuova matrice ossea) con conseguente consolidamento della frattura.
Anche nei tessuti molli si hanno modificazioni sul circolo capillare conseguenti ad una vasodilatazione e ad una neoangiogenesi (nascita di nuovi vasi) da cui dipende un effetto “di lavaggio” (“wash-out”), che è responsabile dell’allontanamento di fattori infiammatori e del ripristino di un microambiente ottimale in svariate patologie flogistiche. Un altro effetto è quello antalgico. Nei minuti che seguono la seduta terapeutica, infatti, si osserva lo shock momentaneo dei recettori del dolore (nocicettori) del distretto colpito. La perdurante stimolazione con onde d’urto determina invece un effetto antidolorifico più duraturo, correlato al massivo rilascio locale di endorfine e radicali liberi, oltre che ad un effetto di “reset” della soglia di dolorabilità a livello centrale.

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Campi di applicazione

Le patologie trattabili sono quelle riferibili:

  • al tessuto osseo:
    • Pseudoartrosi e ritardi di consolidazione
  • ai tessuti muscolo-tendinei con o senza calcificazioni:
    • Tendinopatie della cuffia dei rotatori
    • Epicondilite ed epitrocleite
    • Tendinopatia achillea
    • Fascite plantare con o senza sperone calcaneare
    • Miosite ossificante post-traumatica

Modalità di applicazione

Il numero dei trattamenti per quanto riguarda i tessuti muscolo-tendinei è in rapporto alla gravità della patologia ed alla risposta specifica del soggetto. In genere le patologie più complesse vengono risolte con 2-3 sedute terapeutiche della durata di pochi minuti (da 3 a 5) effettuate ad intervalli di 2 settimane. Da sottolineare l’assenza di complicazioni post-trattamento ad eccezione di un “effetto rimbalzo”, temporaneo e limitato nel tempo, caratterizzato da un incremento della sintomatologia dolorosa locale.

Controindicazioni

Infezioni ossee, la presenza di cartilagini di accrescimento, di tumori ossei, di pace-maker, di gravi cardiopatie, di disordini della coagulazione, la gravidanza.
Dal novembre 1999 presso l’Istituto, primo in Umbria, è attivo il Servizio di Terapia con Onde d’Urto Extracorporee per il trattamento delle patologie mio-tendinee e articolari.
Sino al febbraio 2016 sono state effettuate 3431 sedute per un totale di 1539 pazienti affetti da patologie riguardanti la spalla, il gomito, il ginocchio, il collo-piede e gli esiti di lesioni muscolari.
I risultati ottenuti con tale metodica sono da considerare globalmente: ottimi 69% (completa risoluzione del dolore con ripristino della funzionalità), buoni 13% (miglioramento significativo del dolore e della funzionalità), discreti 7% (modesta riduzione del dolore con incremento limitato della funzionalità), 11% nessun miglioramento significativo.
Si può senza dubbio affermare che la terapia con onde d’urto occupa ormai un posto preminente nel trattamento di alcune delle più frequenti patologie tendinee e muscolari e si propone come cura incruenta, ripetibile ed eseguibile in forma ambulatoriale e con benefici evidenti: relativa assenza di effetti collaterali, precoce evidenza della risposta positiva, numero estremamente ridotto dei trattamenti necessari, riduzione del ricorso al trattamento chirurgico e la possibilità di evitare trattamenti non idonei e potenzialmente dannosi quali le infiltrazioni locali di cortisonici.