PROTOCOLLO DI LEGALITA’
Istituto Prosperius Tiberino – Azienda USL Umbria 1, Comune di Umbertide

VISTI I SEGUENTI RIFERIMENTI NORMATIVI
Legge 6 novembre 2012, n° 190 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”: art. 1 comma 34.

Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni:
Decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 recante le disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell’art. 1, commi 49 e 50, della legge n. 190 del 2012.

Decreto legge n. 90/2014, art. 24 che modifica l’art. 11 del d.lgs. n. 33/2013 sull’ambito soggettivo di applicazione della trasparenza, intesa quale accessibilità totale delle informazioni, e prevede che la disciplina del d.lgs. n. 33/2013 si applichi anche agli “ enti di diritto pubblico non territoriali, nazionali regionali o locali comunque denominati, istituiti, vigilati, finanziati dalla pubblica amministrazione” nonché, limitatamente all’attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell’Unione europea”, agli “enti di diritto privato in controllo pubblico, ossia alle società e agli altri enti di diritto privato che esercitano funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici, sottoposti a controllo ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile da parte di pubbliche amministrazioni, oppure agli enti nei quali siano riconosciuti alle pubbliche amministrazioni, anche in assenza di una partecipazione azionaria, poteri di nomina dei vertici o dei componenti degli organi”. Il medesimo articolo prevede anche che “alle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni in caso di partecipazione non maggioritaria, si applicano, limitatamente all’attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell’Unione europea, le disposizioni dell’articolo 1, commi da 15 a 33, della legge 6 novembre 2012, n. 190”.

Determinazione ANAC n. 8 del 17 giugno 2015 «Linee guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici» nello specifico l’Art. 6:  “Per le misure di prevenzione della corruzione e di trasparenza da introdurre nelle società e negli altri enti di diritto privato partecipati, le amministrazioni partecipanti promuovono, tempestivamente e comunque non oltre il 31 dicembre 2015, la stipula dei protocolli di legalità, ove è indicata la cadenza temporale delle misure da adottare negli enti.”

Premesso:

  • L’istituto Prosperius Tiberino è una società partecipata al 47,62 % del capitale da soci pubblici, Comune di Umbertide per una quota del 10,80% e Usl Umbria 1 per una quota del. 36,82% % i quali, pertanto, non esercitano sulla stessa il controllo analogo;
  • Tuttavia,la determinazione ANAC 8/2015 introduce obblighi a carico delle pubbliche amministrazioni partecipanti e non controllanti per promuovere la prevenzione della corruzione nelle società e negli enti partecipati attraverso l’adozione di protocolli di legalità che disciplinino specifici obblighi di prevenzione della corruzione e di trasparenza.
  • La determinazione ANAC 8/2015 chiarisce che le società e le pubbliche amministrazioni partecipanti sono corresponsabili della prevenzione della corruzione e della promozione della trasparenza.
  • Risulta quindi opportuno sviluppare forme di «prevenzione partecipata», che vedano la collaborazione del settore pubblico e del settore privato, per garantire la legalità nella gestione delle attività di pubblico interesse, nel senso di garantire la responsabilità sociale dell’ impresa e della PA nei confronti dei cittadini-utenti- destinatari dei loro servizi;
  • E’ auspicabile, pertanto, che la società partecipata adotti concretamente procedure di controllo, sistemi di tutela del whistleblowing, sistemi per la pubblicazione dei dati in analogia a quanto adottato dai Soci enti pubblici i quali sono disponibili nel condividere con l’Istituto Prosperius Tiberino S.p.A.le loro esperienze in tema di prevenzione della corruzione e di trasparenza.
  • Gli Enti soci, USL Umbria 1 con atto del direttore Generale n° 1401 in data 22/12/2015 e il Comune di Umbertide con delibera di giunta comunale n° 396 del 16/12/2015, hanno concordemente proposto all’ Istituto Prosperius Tiberino S.p.A, l’adozione del presente protocollo di legalità a sua volta approvato dal CdA con delibera n… nella seduta del 28/01/2016

Tutto ciò premesso e considerato


TRA

USLUmbria 1, legalmente rappresentata da Dr. Domenico Barzotti;
COMUNE DI UMBERTIDE, legalmente rappresentato da Dr. Marco Locchi


E

L’ISTITUTO PROSPERIUS TIBERINO SpA, legalmente rappresentato da Dr. Domenico De Salvo

Si conviene e si stipula il seguente:


PROTOCOLLO DI LEGALITA’ DELL’ISTITUTO PROSPERIUS TIBERINO SpA

NATURA E FINALITÀ

  1. Il Protocollo promosso dagli Enti partecipanti permette agli Stessi di svolgere il giusto ruolo di animatori del rispetto degli obblighi di prevenzione della corruzione e di trasparenza e di vigilare sulla loro attuazione
  2. Il Protocollo costituisce uno strumento ulteriore di governance dell’Istituto Prosperius Tiberino SpA ed ha una funzione complementare ad altri codici (codice etico AIOP, manuale aziendale della qualità, regolamentazione interna e procedure), al modello di organizzazione e gestione ex d.lgs. 231/2001, da adottare da parte dell’Istituto entro il 31 gennaio 2016, oltre che alle fonti primarie di regolazione dell’attività di impresa.
  3. Nell’adozione ed attuazione del Protocollo sono sempre fatte salve le norme generali o di settore, che possono riguardare l’attività dell’impresa ed i rapporti con suoi diversi interlocutori (ad es.: normativa sullo statuto dei lavoratori, job act, legge 81, normativa sulla privacy ed altre).
  4. La prevenzione del rischio di corruzione e di infiltrazione criminale persegue un duplice obiettivo:
    1. Protezione e incremento dell’integrità aziendale, favorendo la creazione di valore economico per l’Istituto;
    2. Contributo alla tutela dell’ordine pubblico ed alla difesa della legalità, favorendo la creazione di valore sociale per la comunità locale nel suo complesso.
  5. Il Protocollo considera tutti i soggetti coinvolti nello svolgimento dell’impresa: risorse umane, fornitori, clienti, istituzioni ed altri attori collettivi e territoriali.

DOVERI DI INFORMAZIONE E STRUMENTI DI CONOSCENZA DEL RISCHIO DI CORRUZIONE E CRIMINALE

  1. L’adozione del Protocollo presuppone la ricognizione, da parte dell’Istituto, del rischio di corruzione e di infiltrazione criminale o di contatti nell’ambito dell’attività di impresa.
  2. al fine di effettuare l’analisi preventiva del territorio, è preliminare la raccolta del maggior numero possibile di dati e di informazioni utili per la conoscenza degli attori operanti sul territorio, tramite una interlocuzione con autorità pubbliche e soggetti localmente competenti (prefettura, questura, forze di polizia, comune, associazioni imprenditoriali e sindacali, associazioni volontarie)
  3. per effettuate l’analisi preventiva possono essere presi in considerazione:
    1. provvedimenti o documenti giudiziari o di polizia disponibili;
    2. relazioni periodiche, ove accessibili, di istituzioni pubbliche;
    3. rilevazioni degli ispettorati del lavoro;
    4. statistiche ISTAT;
    5. rilevazioni ed elaborazioni di: Camera di Commercio, associazioni imprenditoriali e sindacali.
  4. La prevenzione del rischio comporta la valutazione di affidabilità dei diversi soggetti, persone fisiche od enti, così come previsto dall’art. 1 comma 2 d.lgs. 231/2001, utilizzando i seguenti indici di attenzione:
    1. Sottoposizione a procedimento per l’applicazione di misure di prevenzione, ai sensi della normativa antimafia;
    2. Applicazione di misure cautelari coercitive nell’ambito di un procedimento penale o pronuncia di condanna, ancorchè non definitiva, compresa quella prevista dall’art. 444 c.p.p., nei confronti di imprenditori, soci o amministratori di imprese per reati che incidono sull’affidabilità professionale e tra questi per i delitti contro la Pubblica Amministrazione, per partecipazione o concorso esterno in reati associativi, per corruzione e concussione, per i delitti di usura, estorsione, ricettazione, riciclaggio, impiego di beni provenienti da delitti;
    3. Applicazione di misure cautelari nell’ambito di un procedimento penale e pronuncia di sentenza di condanna ancorchè non definitiva, compresa quella emessa su richiesta delle parti, nei confronti di enti, ai sensi del d.lgs. 231/2001, per reati contro la Pubblica Amministrazione, contro la persona, reati di riciclaggio, corruzione e concussione;
    4. Costituzione di enti nei quali figurano, come soci, amministratori o gestori, persone che partecipano o abbiano partecipato alle imprese od enti nelle situazioni indicate sub a , b e c, ovvero manifestamente sprovvisti, per età o formazione, dei requisiti indispensabili per l’esercizio dell’attività imprenditoriale;
    5. Imprese od enti che risultino privi di rapporti con aziende di credito;
    6. Intervento nelle trattative commerciali di persone ed enti privi di legittimazione ad interloquire nelle trattative medesime;
    7. Mancata consegna, qualora richiesta, del certificato penale generale, del certificato dei carichi pendenti, del certificato antimafia;
    8. Mancata esibizione di documenti comprovanti l’iscrizione ad albi, ordini, elenchi, qualora l’iscrizione sia requisito necessario per lo svolgimento dell’attività.
  5. L’accertamento delle situazioni di cui al punto precedente incide negativamente sulla valutazione di affidabilità professionale, a meno che l’esito favorevole dei procedimenti o processi o le giustificazioni addotte dai soggetti interessati siano tali da neutralizzare il giudizio negativo.

CRITERI DI SELEZIONE DEL PERSONALE

  1. La selezione del personale, di qualunque livello, deve essere effettuata in modo pubblico e trasparente e sulla base dei seguenti criteri generali:
    professionalità specifica rispetto all’incarico e alle mansioni
    uguaglianza di trattamento
    affidabilità rispetto ai rischi sopra evidenziati
  2. ll lavoratore , di qualunque livello, deve comunicare all’Istituto l’eventuale intervenuta sottoposizione a procedimento di prevenzione ovvero a procedimento penale per reati che incidano sui requisiti di professionalità ed affidabilità.
  3. La Dirigenza aziendale predispone corsi di formazione ed educazione alla legalità, quale componente fondamentale dell’etica professionale e presupposto indispensabile per una sana e duratura crescita economica.
  4. La puntuale osservanza delle regole contenute in questo protocollo costituisce un elemento positivo ai fini della valutazione di professionalità.
  5. Entro il 30/06/2016, l’Istituto si impegna a definire un proprio Codice di Comportamento dei Dipendenti nel rispetto dei principi etici stabiliti dal D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62 “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.”

CRITERI DI SELEZIONE DEI FORNITORI

  1. Gli obiettivi del presente Protocollo devono essere perseguiti utilizzando i massimo numero possibile di fonti informative, sia al momento della selezione o del primo contatto coni fornitori sia nella valutazione delle successive condotte.
  2. Le procedure di selezione dei fornitori devono essere ispirate ai seguenti principi e criteri:
    1. Trasparenza delle procedure di selezione;
    2. Pari opportunità di accesso;
    3. Professionalità;
    4. Affidabilità;
    5. Economicità.

    Il principio di economicità non può mai prevalere sugli altri criteri.

  3. L’Istituto definisce liste di fiducia dei fornitori, nelle quali iscrivere le aziende fornitrici in possesso dei requisiti che soddisfano i criteri di cui ai punti precedenti; l’accertamento dei requisiti è effettuato al primo contatto con il fornitore o al momento dell’inclusione in lista.
  4. nell’ambito della definizione dei requisiti necessari per le liste di fiducia la parte contraente con l’Istituto dichiara nel contratto, sotto la propria responsabilità, che agisce in nome proprio ovvero indica la persona fisica o giuridica titolare o beneficiaria effettiva del rapporto, fornendo documentazione idonea a consentirne l’identificazione e deve, altresì, documentare il possesso dei requisiti richiesti dalla normativa antimafia.
  5. Sono esclusi dall’accertamento dei requisiti di affidabilità i fornitori che operano in settori sottoposti a vigilanza pubblica, ovvero iscritti ad albi per i quali il requisito di affidabilità è condizione imprescindibile.
  6. E’ contrattualmente imposto al fornitore di comunicare senza indugio le situazioni di cui al punto. 8, nonché ogni altra circostanza sopravvenuta che possa influire sul mantenimento dei requisiti.
  7. Qualora il fornitore svolga un’attività per la quale, in tutto o in parte, siano necessarie autorizzazioni, permessi, licenze o concessioni ed il rapporto da instaurare con l’Istituto ricada nell’ambito delle attività cui queste si riferiscono, la consegna della documentazione corrispondente costituisce requisito indispensabile per l’instaurarsi di qualsivoglia rapporto e per l’iscrizione nella lista dei fornitori qualificati
  8. Qualora il fornitore operi sulla base di un contratto di appalto, di qualsivoglia genere, il fornitore deve produrre: l’indicazione nominativa degli addetti all’appalto e l’attestazione della regolarità retributiva e contributiva per tutti gli addetti impegnati (DURC); in caso di subappalto l’impresa deve darne preventiva comunicazione all’Istituto e produrre l’adesione dell’impresa subappaltatrice alla regole del presente protocollo.
  9. La dichiarazione di dati falsi od incompleti comporta la risoluzione del contratto.

PAGAMENTI ED ALTRE TRANSAZIONI FINANZIARIE

  1. Tutti i pagamenti o le transazioni finanziarie devono essere effettuati tramite intermediari autorizzati, in modo che sia garantita la tracciabilità sulla base di idonea documentazione.
  2. Non sono ammesse cessioni del credito o del debito a terzi, sotto qualsivoglia forma, salvo che ad istituti di credito e banche autorizzati dalla Banca d’Italia.
  3. Sono ammessi pagamenti in contanti per somme non superiori a quelle stabilite dalla normativa statale, con il divieto di frazionare pagamenti di operazioni unitarie.

DOVERI DI TRASPARENZA NELL’ASSISTENZA AI PAZIENTI

  1. E’ vietata ogni modalità di ricovero o di assistenza ai pazienti volta a celarne l’identità personale. La violazione dei doveri di trasparenza costituisce grave illecito disciplinare.
  2. I Professionisti e gli Operatori dell’Istituto, attenendosi alla “Guida mansionaria, gestionale e di auto comportamento per il personale tecnico e sanitario della Clinica Prosperius Tiberino” del settembre 2008, da aggiornare entro il primo semestre 2016, così come previsto al punto 14, prioritariamente devono perseguire:
    • la massima soddisfazione degli utenti, nel rispetto delle procedure interne,
    • il costante supporto di un’informazione veritiera ed esauriente sui protocolli clinici di cura adottati e sui servizi forniti, consentendo agli stessi l’assunzione di decisioni consapevoli (cd. “consenso informato alle cure”), la necessità di ottenere il consenso del paziente a compiere un determinato trattamento medico rappresenta non solo un principio regolato dalla stessa Carta Costituzionale, ma costituisce altresì un elemento essenziale del contratto d’opera professionale, nonché un elemento etico fondamentale nel rapporto tra professionista e operatore sanitario e paziente.
  3. l’Istituto s’impegna a:
    • garantire al paziente (o a suo delegato) la più idonea informazione sulla diagnosi, sulla prognosi, sulle prospettive e le eventuali alternative diagnostico-terapeutiche e sulle prevedibili conseguenze delle scelte operate;
    • non utilizzare strumenti di persuasione, di natura scientifica o d’altro tipo, ingannevoli o non veritieri;
    • assicurare adeguata ed esaustiva informazione anche ad utenti stranieri, ove necessario mediante l’utilizzo di interpreti con adeguate competenze linguistiche;
    • definire criteri trasparenti per la compilazione delle liste di attesa e vietare l’adozione di comportamenti favorenti disparità di trattamento o posizioni privilegiate nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, facendo divieto a tutti i propri Dipendenti di accettare offerte e regalie di qualsiasi tipo e natura da parte di fornitori e assistiti.

Al fine di stabilire un miglior rapporto con gli utenti, l’Istituto si impegna altresì a garantire il corretto funzionamento dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico.

CRITERI DI INFORMAZIONE E TRASPARENZA NEI RAPPORTI CON LE AZIENDE SANITARIE DELLA REGIONE UMBRIA ed IL COMUNE DI UMBERTIDE

  1. L’ambito dei rapporti ed delle comunicazioni informative tra l’Istituto e le Aziende Sanitarie della Regione Umbria ed il Comune di Umbertide è improntato alla massima trasparenza dei dati e sulla tutale del diritto di conoscenza e informazione degli stakeholders. A tale fine l’Istituto si obbliga a trasmettere e a pubblicare su specifica area del proprio sito internet i seguenti dati sanitari con aggiornamento nei termini stabiliti dal D. L.gs.vo 14 marzo 2013, n. 33:
    • numero dei ricoveri distinti per modalità di ricovero (ordinari e day hospital) e di provenienza (ospedale – domicilio – altre strutture riabilitative) oltre che per ASL di residenza dei ricoverati;
    • numero delle giornate di degenza e durata media della degenza (ricovero ordinario) e degli accessi (day hospital);
    • numero dei ricoveri per MDC;
    • analisi della eventuale in appropriatezza;
    • organigramma medico con cognome, nome e natura del rapporto di lavoro di ciascun medico;
    • organigramma del personale infermieristico e tecnico distinto per qualifica e natura del rapporto di lavoro;
    • attività formativa conseguita dal personale in ambito ECM;
    • attività di ricerca/sperimentazione clinica;
    • nonché tutte le altre informazioni richieste dal D. Lgs.vo marzo 2013, n. 33, per le Aziende partecipate.
  2. L’Istituto e le Aziende Sanitarie dell’Umbria si impegnano a rendere più efficiente ed efficace il sistema dei controlli sull’attività di ricovero e sulla tariffazione attraverso la sottoscrizione negli accordi di budget annuali di protocolli con i seguenti obiettivi:
    • ridurre l’incidenza della inappropriatezza
    • aumentare la percentuale delle cartelle cliniche controllate.
  3. Il protocollo troverà la sua piena attuazione a far data dal 1 febbraio 2016, entro il 31 gennaio 2017 sarà verificata la sua applicazione e proposte le eventuali modifiche ed integrazioni.

Istituto Prosperius Tiberino, Azienda USL Umbria 1 e Comune di Umbertide hanno concordemente proposto all’Istituto Prosperius Tiberino S.p.A, l’adozione del presente protocollo di legalità a sua volta approvato dal CdA nella seduta del 28/01/2016.